Il trend dei cibi neri, proprietà e controindicazioni

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Black is the new Black.

Avrete sicuro notato che ultimante i cibi neri sono diventati di gran moda su Instagram, dalla pasta della pizza alle brioche, dal pane dell’hamburger alla salsiccia degli hot dog, dalla limonata agli estratti, dal latte al gelato. Denti e lingue nere impazzano in rete.

Ma cosa c’è dietro a questo trend del nero negli alimenti? Il Carbone Vegetale.

 

Cos’è il Carbone Vegetale e a cosa serve?

Il Carbone Vegetale (Attivo) è una polvere ottenuta come sottoprodotto della lavorazione dei gusci della frutta (spesso cocco), del legno o di altri materiali vegetali. È una sostanza commestibile, ottenuta da un processo di carbonizzazione senza bruciatura.

La caratteristica principale del Carbone Vegetale è l’elevata superficie specifica data dalla grande porosità, che gli conferisce proprietà Adsorbente (non Assorbente!), ovvero la capacità di far aderire ed imprigionare alla superficie dei suo pori atomi e molecole.

Questa capacità lo rende un rimedio utile in casi particolari di emergenza, come varie forme di avvelenamento ed intossicazione, fra cui quello da fungi ed in caso di sovradosaggio acuto di alcuni medicinali.

Infine trova un grande uso nel quotidiano, presente in farmacia sotto forma di integratore, viene consigliato come supporto all’organismo in casi di meteorismo, aerofagia, reflusso, diarrea, colon irritabile. Contrasta il gonfiore addominale, la colite ed agisce come blando disinfettante intestinale, assorbendo anche parte dei batteri responsabili della formazione dei gas stessi.

Hamburger Black Bun Panino NeroNel campo della preparazione alimentare, la normativa europea in tema di additivi, aromi ed enzimi reg. CE n. 1333/2008, reg. UE n. 1129/2011, identifica il carbone vegetale come colorante E 153. Questo è considerato non pericoloso, e il suo utilizzo è consentito nella preparazione di vari alimenti, compresi i prodotti sostitutivi del pane, ma non del pane stesso (per cui è vietato), e può essere venduto per uso domestico.

 

Carbone Vegetale negli alimenti, Si o No?

Controindicazioni:

Innanzitutto va specificato che il Carbone Vegetale ha delle controindicazioni. Anche se in generale è un prodotto sicuro, dovrebbe essere usato con cautela, potendo compromettere l’assorbimento di certi medicinali, come gli antibiotici, ma anche la pillola anticoncezionale (non proprio da prendere sottogamba). È controindicato in presenza di lesioni al tubo digerente, ostruzioni intestinali e appendiciti ed è sconsigliato in generale durante la gravidanza.

Assunzione e dosaggio:

Per quanto riguarda i suoi benefici prendiamo come guida quanto ammesso dalla Commissione europea nelle diciture commerciali: “Il carbone attivo contribuisce alla riduzione dell’eccessiva flatulenza post-prandiale”, identificando però un’assunzione specifica di 1g 30 minuti prima e dopo il pasto. Ovviamente, se assunto con il cibo, sarà difficilissimo avere un dosaggio perfetto. Un sottodosaggio può non portare beneficio, mentre un sovradosaggio può essere causa di costipazione o di effetti lassativi (non proprio la degna conclusione di un buon pasto). Assumerlo con il cibo invece non solo ne limiterà i benefici, ma la sua capacità adsorbente potrà avere anche effetti negativi, sottraendoci sostanze nutrizionali utili quali vitamine, minerali etc.

In alimentazioni confinerei il Carbone Vegetale alla funzione di colorante suggestivo, per cibi belli da guardare e fotografare. Per un discorso funzionale all’organismo mi affiderei al medico e farmacista, facendoci consigliare invece un integratore alimentare.

Nei prossimi articoli parlerò del Carbone Vegetale in Cosmetica, fra maschere e spugna Konjac!!! Stay tuned